Om peig
"...IL TANGO E' UN PENSIERO COSI' TRISTE, CHE A VOLTE CI SI DIVERTE ANCHE..."
La statistica è quella cosa che, se hai un piede congelato ed una mano ustionata, ti permette di dire che stai "mediamente bene".
Quantificare "il senso medio dell'umorismo medio del tanguero medio" è perciò arduo.
Spesso (è un dato "non scientifico", ma largamente "empirico") devi loro raccontare due volte la barzelletta, ripetere tre volte la battuta, spiegare quattro volte per email il gioco di parole.
Quando non succede che si incazzano alla sola idea di averne un approccio umoristico, perchè ad essi sembra "politicamente non corretto" ridere della loro religione.
Ma basterebbe, semplicemente, scorrere le varie List o Blog dedicati al tema, per farsene una idea.
A fronte di uno sterminato esercito di permalosi, che vivono il tango come esperienza mistica su cui
fachirizzarsi (o su cui esercitare la più trita e banale retorica), sono ben pochi quelli che ne sanno fare satira.
Ancor meno sono quelli che lo affrontano con verve autoironica.
Fra l'altro, in questo caso, "lato comico" non significa per niente "lato superficiale".
Perchè, per vedere il tango da questa prospettiva, bisogna innanzi tutto conoscerlo bene (e molto bene...).
Mettere assieme un po' di tangueri che riescono a ridere del tango (pur prendendolo, paradossalmente, del tutto sul serio), e sappiano raccogliere e commentare tutto l'orrore letterario presente in dosi massicce nel web tanguero, è l'esclusivo scopo di questo sito.
“RIDENDO CASTIGAT MORES” (no, non Mariano, non ce l'abbiamo con lui...)
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PS: Se si è entrati in questa pagina è perchè: 1) o si è stati insperabilmente abilitati, 2) o si è taggato "cazzo, tango, figa" su Google.
Vergògnati in entrambi i casi...